Siamo quello che possediamo??

Il Fatto:

Nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 dicembre, presumibilmente tra le tre e le cinque del mattino, nel noto campo di concentramento di Auschwitz, viene sottratta l’insegna in ferro battuto posta sul cancello di ingresso dell’ex lager che recitava “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi). Non un semplice atto di vandalismo, ma un gesto fortemente simbolico che lascia sgomento tutto il mondo e colpisce in modo particolare Israele e tutta la comunità ebraica. Si parla anche di un’impresa ad opera di fanatici neonazisti (anche se la pista più plausibile sembra quella di un furto su commissione). A così poca distanza dal giorno della memoria, ci ritroviamo a sbattere di nuovo la faccia contro un idealismo folle che vorrebbe schiacciare chiunque sia diverso.

Poi questa mattina arriva la notizia che la polizia polacca ha ritrovato l’insegna e arrestato i ladri: cinque uomini tra i 20 e i 39 anni. Tutti pregiudicati. Nessuno di loro tuttavia sembra appartenere a gruppi neonazisti. Per il momento ancora non è stato chiarito il movente, se si tratta di un semplice furto a scopo di estorsione o di un furto su commissione.

Osservazioni:

Mentre leggevo le notizie riportate dalle varie testate giornalistiche, rimuginavo su una domanda: Se si tratta di furto su commissione non posso fare a meno di chiedermi .. ma questo fantomatico committente una volta ricevuta la sua originale iscrizione, cosa intendeva farci?? Metterla sul caminetto e mostrarla agli amici durante le cene natalizie?? Oppure voleva qualcosa di  particolare e unico per addobbare il cancello di entrata della sua villa?? Perché questo signore si è sentito in diritto di volere solo per se una cosa che invece deve essere patrimonio di tutto il mondo??

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Presentazioni

I sognatori vivono sempre con la testa tra le nuvole, ma come mi diceva sempre mia Nonna quando ero bambina: “Tu Emma non hai la testa tra le nuvole.. Vivi proprio su un’altro pianeta!!”

Questo è il mio piccolo pianeta.. un posto tutto mio dove annotare pensieri e ricordi, dove tutto mi è concesso perché, per ora, su questo piccolo pianeta ci sono solo io!!

Fin da quando ho imparato a scrivere ho cominciato a tenere un diario, e nel corso degli anni ne ho scritti molti.. Tanti sono andati persi, altri ho dovuto farli “sparire” perché troppo compromettenti (avevo la pessima abitudine di non omettere nessun particolare), qualcuno è stato risparmiato e spesso mi piace tuffarmi nel mare dei ricordi e rileggere quelle pagine; amo la sensazione di rivivere le mie esperienze andando oltre il semplice ricordo, riuscendo a rievocare il sapore di quei momenti e soprattutto l’intensità delle mie emozioni.

Così nel mio trentunesimo anno di età ho deciso che è arrivato il momento di cominciare un nuovo diario e visto che siamo nel ventunesimo secolo mi adatterò ai mezzi più usati di questi anni: il pc e internet, e per fare qualcosa di diverso invece di un diario segreto sarà un diario aperto a tutti (Infondo ogni diario l’ho scritto con la consapevolezza che un giorno qualcuno avrebbe potuto leggerlo).

Quindi

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Emma

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